Piante

Una serie di articoli da leggere per imparare a curare le vostre piante

Hygrophila pinnatifida

Posted at 05/07/2011 | By : | Categories : Piante | 0 Comment

Emerso-sommerso: la trasformazione della Hygrophyla pinnatifida.

 

Il genere Hygrophyla comprende più di cento specie, di cui circa 40 sono state rinvenute nei corsi d’acqua in India, Thailandia, Venezuela, Sri Lanka e Myanmar. Tra queste sono molte le specie di grande interesse acquariofilo in quanto di semplice coltivazione e adatte soprattutto ai neofiti.

Le Hygrophyla sono piante palustri, vivono cioè parzialmente sommerse o completamente emerse a seconda delle stagioni, producendo un fogliame differente in base a queste condizioni.

Foto and layout by Oliver Knott

La forma emersa è quasi sempre caratterizzata da foglie di colore verde intenso, solitamente ricoperte da una spessa cuticola (costituita da cera e cutina) e da infiorescenze spesso dalla profumazione pungente. Come può spesso accadere con Echinodorus di diversa specie, anche le Hygrophyla possono riservare delle incredibili sorprese una volta adattate alla vita completamente sommersa e diventando così decisamente più interessanti dal punto di vista estetico. Questo è sicuramente il caso della Hygrophyla pinnatifida, recentemente introdotta sul mercato dopo il ritrovamento in India da parte di un appassionato. La pianta in realtà era stata già descritta nel 1998, ma solo nel 2010 alcuni appassionati hanno provato a coltivarla in acquario con successo. Hygrophyla pinnatifida è una pianta unica nel suo genere perché ha delle caratteristiche che la contraddistinguono e la rendono decisamente più interessante dalle altre sue simili.

 

Come anticipato nella prima parte dell’articolo, le Hygrophyle cresciute emerse producono foglie verdi e poco appariscenti, ed è questa l’impressione che si ha della H. pinnatifida appena acquistata.

 

 

 

 

Dopo appena due settimane in acquario, dopo aver perso buona parte delle foglie verdi, che difficilmente si adattano alla vita completamente acquatica a causa della spessa cuticola che le ricopre, inizierà a produrre del fogliame di dimensioni maggiori e di color rosso-bruno con steli rosso-arancio.

 

 

 

Foto Christian Brams

 

Per agevolarne l’acclimatazione in acquario può essere utile tagliare le cime degli steli più alti, che in brevissimo tempo saranno ricoperti da nuovi apici vigorosi. La pianta ha una crescita estremamente singolare: dopo uno sviluppo con predominanza apicale, la pianta tende a produrre alla base numerosi steli che si comportano come stoloni, ovvero strisciano aggrappandosi alle decorazioni o al substrato.

Per questa sua particolare crescita orizzontale, che può essere stimolata potando continuamente gli apici degli steli dominanti più alti, è  ideale come piante da legare a legni o rocce decorative, oppure come pianta da gruppo al centro o nel primo piano dell’acquario.

La crescita è strettamente legata alle condizioni di luminosità e fertilizzazione: acqua di media durezza e neutra ( 6-10 °dKH ; 10-16 °dGH e pH 6.8 – 7.4) sono i parametri ottimali per una crescita rigogliosa, insieme all’addizione di anidride carbonica e illuminazione media  (0,5 – 0,8 watt/litro) . Acque troppo acide e tenere la aggrediscono e ne riducono sensibilmente la crescita! In termini di fertilizzazione è una pianta poco esigente di nutrienti nella colonna d’acqua, predilige infatti produrre grosse e numerose radici per affondare sul terreno o attaccarsi saldamente alle decorazioni. Nel caso in cui la si voglia far crescere come pianta da gruppo o da sfondo, bisogna posizionarla in una zona luminosa dell’acquario e piantarla su un substrato poroso, ricco di nutrienti e di grana medio-fine.

Se la si volesse utilizzare come pianta “epifita” basterà legarla con del filo di cotone o nylon a rocce e legni, ricordandosi che la pianta in questo caso produrrà radici aeree che necessitano di trarre nutrimento dalla colonna d’acqua oppure affondare sul terreno per nutrirsi. L’illuminazione svolge un ruolo fondamentale, insieme ai nutrienti e all’anidride carbonica, sulla colorazione delle foglie. Tali fattori infatti stimolano la produzione di foglie rosso-brune, che contrariamente possono diventare di colore olivastro o meno appariscenti se carenti di nutrienti e luce.

 

La pianta cresce rapidamente e si riproduce semplicemente da talea o da stoloni, le piantine devono essere collocate in gruppi da quattro o cinque steli distanti qualche centimetro in modo che la luce possa raggiungere anche le foglie basali. Potature frequenti rinvigoriscono la pianta e la stimolano a produrre nuovi getti e nuove foglie, per questo motivo bisogna periodicamente eliminare le foglie più vecchie e consentire sempre alla luce di raggiungere le piantine più giovani affinché crescano compatte.

Non resta che augurarvi buon divertimento con questa singolarissima  pianta d’acquario!

Domenico Losciale

Scheda tecnica Hygrophyla pinnatifida – clicca qui
Famiglia Acanthaceae
Origine India
GH 8 a 15
PH 6 a 7,5
KH 3 a 15
Temperatura 20° – 30°
Luce medio alta
Altezza cm 20-50+
Larghezza cm 10-30+
Crescita lento – medio
Difficoltà bassa